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Il Trekking di Gabriella e Michela - 6, 7 e 8 Ottobre 2023

Il Trekking di Gabriella e Michela - 6, 7 e 8 Ottobre 2023

L’idea di percorrere una parte del Lago Maggiore a piedi mi è venuta pensando a come festeggiare il mio compleanno in modo alternativo, come si suol dire.

Dal momento che a me piace camminare e non ero mai stata sul lago Maggiore mi è sembrata un'ottima idea trascorrere una tre giorni in cammino insieme a mia cugina Michela (che mi ha delegata all’organizzazione) con la quale tra l’altro era una vita che non ci trovavamo per il mio compleanno.

Ho iniziato a cercare alcune informazioni su internet e mi sono imbattuta in questo sito dove c'era una descrizione abbastanza esaustiva del percorso (Il giro a piedi del Lago Maggiore (#LoGiro) - Estate 2018) e dopo aver inviato una mail per maggiori informazioni sono stata contatta da Alessandro che era proprio uno dei protagonisti del racconto.

In un primo momento avevo pensato di fare le prime tre tappe esattamente come erano state descritte, ma dopo una chiacchierata durante la quale Alessandro mi ha rivelato che la parte più bella è quella piemontese, ho deciso di partire da Ispra.

La sera prima ho raggiunto Milano, dove vive Michela (io abito in Friuli), e la mattina seguente siamo partite molto presto per raggiungere Ispra.

Faccio presente che da Sesto Calende c’è un trasporto sostitutivo (un pullmino a 9 posti) parcheggiato proprio fuori dalla stazione e che espone sul vetro un cartello con scritto Treno Nord. Eravamo solo noi due!

Arrivate a Ispra l’autista ci ha fornito le prime indicazioni per raggiungere il lungo lago e da lì abbiamo iniziato a camminare.

Ispra non è esattamente la località turistica che ti aspetti, è piuttosto anonima, diciamo che non ci ha colpite più di tanto. Avevamo l’indicazione di prendere il sentiero che porta direttamente al Parco Golfo della Quassa e così abbiamo fatto per dirigerci poi verso il Sasso Cavallaccio.

Alcune volte abbiamo avuto dei dubbi sulla direzione da seguire, ma grazie anche alle intuizioni di Michela non ci siamo mai sbagliate.

Continuando il nostro cammino per una comoda pista ciclopedonale abbiamo raggiunto Ranco. Qui siamo entrate un attimo nella chiesa dedicata a San Lorenzo e Martino, per accendere una candela e fare una preghiera di ringraziamento per aver potuto concretizzare il mio desiderio di essere - il giorno del mio compleanno - esattamente dove volevo.

Anche Ranco è un paesotto senza particolari attrazioni, mi ha fatto pensare ad alcune paesetti delle nostre montagne che si stanno spopolando perché questa è la sensazione che ho provato nell’attraversarlo.

La prima località d’interesse che abbiamo visto è stata Angera.

Un bel lungo lago dove abbiamo visitato il Santuario della Madonna dei Miracoli (o della Riva) con all’interno una bella immagine della Madonna con bambino. Anche qui abbiamo acceso una candela e ci siamo soffermate per un breve tempo in preghiera.

Il Trekking di Gabriella e Michela, 3 giorni a piedi sul Lago Maggiore!

Abbiamo cercato anche il palazzo Borromeo di cui avevamo letto nel sito, ma non l’abbiamo individuato.

Prima di proseguire abbiamo fatto una breve sosta in un bar per un caffè, per dirigerci poi alla volta dell'Oasi della Bruschera, un’area protetta di carattere umido inserita nella zona di protezione speciale Canneti del Lago Maggiore.

Qui c’è la possibilità di percorrere la via più breve per raggiungere Bruschera, ma noi abbiamo deciso di fare il giro più lungo per vedere tutta l’oasi.

Una volta sbucate sulla strada abbiamo chiesto informazioni ad un ragazzo che stava passando in bicicletta e che portava a correre il suo cane. Ci ha indicato di proseguire verso destra e dopo circa 200 metri di girare a sinistra prima di una curva e di prendere la stradina dopo il civico 57 B.

Qui siamo entrate nel bosco ed è stata veramente una passeggiata molto piacevole, fino a quando siamo state costrette a ritornare sulla statale, una strada piuttosto pericolosa perché trafficata e senza marciapiede.

L’abbiamo percorsa per un breve tratto e poi abbiamo cercato di riprendere un sentiero parallelo chiedendo informazioni a una signora del luogo.

E, da quel punto, esattamente prima delle indicazioni per Parco ex idroscalo di Sant’Anna, abbiamo imboccato una stradina sulla sinistra rispetto alla nostra direzione, per poi seguire le indicazioni per Cocquo una località di Sesto Calende, ma anche in questo caso dopo alcuni Km siamo state costrette a rientrate sulla statale.

Abbiamo fatto un ultimo tentativo di lasciare la statale, provando a seguire la prima stradina che abbiamo trovato ma conduceva solamente a casa di un signore che stava uscendo proprio in quel momento ed è così che a quel punto abbiamo chiesto un passaggio fino a Sesto Calende, dove ci ha lasciate proprio all’imbocco del Punt da Feer, ponte di Ferro.

Da qui a Dormelletto, dove avevamo prenotato al B&B Ritratto sul Lago abbiamo attraversato una zona semi industriale con negozi, centri commerciali, attività varie, ma la cosa più “fastidiosa” è stato il traffico intenso: mia cugina ha esordito dicendo che nemmeno a Milano dove vive lei c’è tutto quel traffico!

A quel punto, visto che non avevamo ancora pranzato, abbiamo chiesto se c’era qualche bel posto dove fermarsi in tranquillità e ci hanno indicato la spiaggia della Cicognola subito dopo il centro commerciale “Bennet”.

Qui abbiamo fatto veramente una bella sosta (avevamo il pranzo al sacco) con i cigni che si sono avvicinati fino a pochi passi da noi, un luogo di tranquillità e bellezza che ci ha fatto un po’ dimenticare il tratto appena percorso.

Il Trekking di Gabriella e Michela, 3 giorni a piedi sul Lago Maggiore!

Per fortuna il B&B era situato proprio sul lungo lago e anche Magda, che abbiamo conosciuto al mattino seguente, è una padrona di casa attenta, possiamo dire che ci siamo trovate bene.

La sera siamo state a cena al "Pan Pan", un ristorante pizzeria molto frequentato, dove abbiamo mangiato bene, ma non benissimo, con porzioni oserei dire esagerate e dove abbiamo conosciuto Dino e Lory, una bella coppia con la quale ci siamo intrattenute in alcuni discorsi, scoprendo che Dino è originario del Friuli.

E così si è conclusa la nostra prima giornata: in tutto abbiamo percorso poco più di 26 Km.

Il secondo giorno ce la siamo presa comoda perché il tragitto non era particolarmente lungo, inoltre Michela aveva espresso il desiderio di camminare accanto al lago e in più prima delle 8 non ci veniva servita la colazione.

Di solito a quell’ora noi siamo sveglie da un po’, così abbiamo approfittato per andare a vedere l’alba sul lago: sono sempre momenti così intensi quando si osservano gli spettacoli che la natura offre!

Dopo aver mangiato, prima di partire alla volta di Lesa (destinazione della nostra seconda tappa) abbiamo chiesto che direzione dovessimo prendere per transitare attraverso la Riserva Naturale Speciale dei Canneti, che mi era sembrato di capire si trattasse di un percorso che costeggia il lago.

In realtà la riserva si trova sì sul lungo lago, ma non esiste un sentiero che la attraversa e così siamo state costrette a riprendere la statale fino ad Arona dove finalmente abbiamo ritrovato una bellissima passeggiata che costeggia il lago.

Qui abbiamo voluto percorrere anche la parte interna con le sue viuzze e siamo “salite” fino alla Chiesa dei Santi Martiri, anche nota come chiesa di San Graziano, che abbiamo avuto il piacere di vedere abbellita per un matrimonio. Al suo interno c’è una cappella dedicata a San Carlo, dove in una teca sono conservate alcune reliquie di San Carlo Borromeo.

Ritornate sul lungo lago volevamo visitare anche la Chiesa di Santa Maria di Loreto, ma nonostante ci avessero riferito che è sempre aperta, in realtà noi l’abbiamo trovata chiusa. Mi è dispiaciuto perché avrei avuto piacere che mia cugina vedesse la riproduzione della Santa Casa di Nazareth, che io ho visto proprio a Loreto.

Lasciato il lungo lago ci dirigiamo alla volta della Statua di San Carlo, non prima di essere salite alla rocca attraverso un sentiero nel verde.

Arrivate in cima la vista si apre, in primis su una parte della fortificazione originaria e un bellissimo prato, per poi spaziare su una buona parte del lago con i suoi paesi arroccati che mi hanno fatto pensare ad un presepio.

C’è pure un bar, forse anche ristorante, che abbiamo visto da lontano non essendo interessate all’”argomento”.

Una volta ridiscese abbiamo ripreso la strada e siamo giunte proprio fuori dall’Hotel Concorde, accanto al quale c’è la strada che sale alla statua. Lì abbiamo incontrato una signora tedesca alla quale abbiamo chiesto se per caso sapesse dirci più o meno quanto era distante la nostra meta...

Secondo lei c’era un po’ da camminare e così, insieme al marito, si è offerta di accompagnarci in macchina visto che erano diretti anche loro nel nostro stesso posto. In realtà la strada era veramente breve tant’è che avremmo potuto benissimo farla a piedi.

Va beh, ormai eravamo lì e non ci rimaneva che decidere se salire all’interno della statua o proseguire il cammino.

L’unico ostacolo erano gli zaini, quindi chiediamo alla ragazza della biglietteria se per cortesia potrebbe tenerceli.

La risposta è stata che loro non possono custodire oggetti, chiediamo allora alla signora del chiosco dei souvenirs che molto gentilmente ci accorda questo favore. Così ci avviamo a salire sulla seconda statua più alta del mondo dopo quella della libertà di New York.

La vista dall’alto è impareggiabile e così nonostante il costo secondo noi eccessivo siamo state contente dell’esperienza.

Proseguiamo quindi alla volta di Meina per una strada direi per nulla trafficata (intanto Michela continuava a raccogliere castagne).

A Meina abbiamo pranzato sul lago nel Chiosco da Giovanna, un posto molto carino, poche pietanze ma ben fatte e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Dopo la pausa pranzo ci siamo incamminate sulla strada del lungo lago per raggiungere Lesa dove avevo prenotato al B&B La Casa Di Durga.

Un ambiente essenziale ma raffinato gestito da Paola e Grazia due persone discrete ma nello stesso tempo accoglienti; abbiamo chiesto di fare colazione alle 7 e ce lo hanno accordato nonostante fosse domenica.

Il prezzo è un po’ alto per un B&B ma dal mio punto di vista ne è valsa la pena. Qui avremmo voluto visitare il museo Manzoniano, purtroppo non c’era nessun volontario libero che potesse aprirci e così una volta depositato i bagagli, Michela ha voluto subito andare in spiaggia per approfittare degli ultimi sprazzi di sole e soprattutto per fare un bel bagno nel lago. Non ci siamo fermate molto perché non appena scende il sole la temperatura cambia immediatamente.

Prima di cena, abbiamo fatto una passeggiata sul lungo lago di Lesa, località molto carina, a Michela è piaciuta particolarmente perché ha mantenuto la sua identità.

Giunte nei pressi del municipio vediamo molta gente, carabinieri, croce rossa e incuriosite chiediamo cosa stesse accadendo ed è così che scopriamo che avevano conferito la cittadinanza onoraria a Liliana Segre in quanto possiede lì una casa e questo, da quanto ci hanno riferito, vuol essere un modo per valorizzare il territorio.

Con molta nonchalance ci uniamo alla folla per prendere un aperitivo e qualche stuzzichino dal buffet prima di andare a cena al Ristorante La Riva, dove abbiamo mangiato proprio sul lungo lago con un tramonto che pennellava quella “cartolina” che stavamo contemplando.

Il Trekking di Gabriella e Michela, 3 giorni a piedi sul Lago Maggiore!

Un fine giornata che ci ha appagato tutti i sensi: che magnifica sensazione!!! E così si è conclusa la nostra seconda giornata: in tutto abbiamo percorso poco più di 19 Km.

La mattina abbiamo messo la sveglia alle 6 perché pensavo che la tappa fosse molto più lunga di quel che avevo immaginato e se avrete il piacere di continuare a leggere capirete il perché.

Fatta colazione ci siamo incamminate sulla passeggiata che porta a Belgirate dove siamo arrivate in brevissimo tempo. Una bella cittadina dove sul lungo lago si trova una statua che raffigura un bel rospo, simbolo della città; facciamo la foto di rito e proseguiamo.

Qui dalle indicazioni che avevo trovato in internet, avremmo dovuto salire la scalinata proprio di fronte al lungo lago per raggiungere poi anche il sentiero dei castagni e per questo percorso arrivare a Stresa.

In realtà Michela aveva piacere di proseguire costeggiando il lago nonostante dovessimo camminare sulla strada e così abbiamo fatto. Avvicinandoci a Stresa abbiamo iniziato a vedere le isole Borromee e il desiderio di fare una capatina almeno all’isola dei pescatori è stato grande ma abbiamo optato per continuare il nostro cammino ripromettendoci di ritornare un giorno solo per vedere le isole.

Stresa è veramente un gioiellino e lo sfarzo degli alberghi ne sottolinea la sua natura di località direi esclusiva.

Rimaniamo affascinate dal Regina Palace Hotel e Michela decide di entrare a dare un’occhiata...

Tanto, mi dice: “Nessuno ti bada...”

Io rimango a custodire gli zaini mentre ammiro la bellezza che mi circonda... quando mi raggiunge mi invita ad entrare ma io non sono così disinvolta, sicuramente qualcuno mi avrebbe chiesto cosa sto facendo o dove sto andando, così mi sono accontentata di vedere le foto che aveva scattato... ed è così che esordisco dicendo: “Mi piacerebbe lavorare in un albergo così”.

Per un periodo della mia vita è stato il mio lavoro e devo dire che mi piaceva proprio.

Lasciata Stresa continuiamo sempre sulla strada che costeggia il lago e arriviamo a Baveno, dove avevamo già deciso di fare la pausa pranzo.

Prima però abbiamo fatto un giro all’interno della località e passeggiando per le viuzze siamo arrivate ai piedi della scalinata che porta verso la Chiesa dei Ss. Gervaso e Protaso, un complesso monumentale comprendente anche il Battistero a pianta quadrata e il porticato con il colonnato in granito rosa della Via Crucis.

Come di consueto entriamo in chiesa e sulla porta troviamo affisso un avviso che proprio quel giorno sul lungolago distribuivano un risotto tipico di quella zona. Michela propone di provare a telefonare anche se le
prenotazioni erano già chiuse dal giorno precedente.

Purtroppo non siamo riuscite ad assaggiare il risotto perché avremmo dovuto aspettare troppo tempo, così ci siamo concesse una insalatona sul lungo lago al Ristorante Eden.

Da un insalatona non è possibile giudicare la bontà della cucina chiaramente. Il posto però era perfetto, proprio a ridosso del lago, tra l’altro con una giornata di sole fantastica.

Al termine del nostro pranzo, proseguiamo sempre sulla strada che costeggia il lago e da lontano abbiamo potuto ammirare le cave di granito rosa.

Proseguendo raggiungiamo Feriolo, una bellissima località con numerosi negozietti e una spiaggia che quel giorno era gremita di gente.

Il Trekking di Gabriella e Michela, 3 giorni a piedi sul Lago Maggiore!

Michela non ha resistito e mi ha chiesto di fermarci un po’ perché voleva fare il bagno.

Io purtroppo non ero attrezzata e così l’ho aspettata sotto gli alberi, godendomi quei momenti di pace e serenità. Siamo rimaste lì poco più mezz’oretta, perché poi io ho invitato Michela a continuare il nostro cammino, visto che dalla cartina risultava ancora un bel po’ di strada e noi dovevamo prendere un treno per tornare a Milano.

Senza troppa convinzione e secondo me anche un po’ di malavoglia Michela ha acconsentito a proseguire e così abbiamo ripreso la statale e dopo aver attraversato il ponte sul Toce siamo entrate nella riserva naturale di Fondotoce.

All’imbocco c’è un bel cartello dove sono segnati i percorsi e il classico tondino con “Tu sei qui”. Con nostra grande sorpresa vediamo segnata la stazione di Verbania Pallanza dalla quale noi dovevamo prendere il treno per Milano.

Ma come, se Verbania Pallanza è esattamente dall’altra parte com’è che la stazione è a poco più di un Km da dove ci trovavamo?

A questa domanda non abbiamo avuto risposta, ma abbiamo preso coscienza che il nostro cammino stava per concludersi prima del previsto e soprattutto che avremmo potuto comodamente fermarci ancora un po’ nella spiaggia di Feriolo.

Non ci restava che incamminarci verso la stazione; proprio prima di arrivare vediamo una mega gelateria e così decidiamo di fermarci per un gelato, direi più che meritato.

Entro prima io e quando esco mia cugina mi dice che ci sarebbe un treno di lì a meno di dieci minuti e che sarebbe opportuno prenderlo altrimenti avremmo dovuto attendere circa un’ora e mezza... la cosa devo dire mi ha scocciata parecchio perché mi pregustavo già il mio gelato in santa calma invece ho dovuto mangiarlo camminando di fretta per poter prendere il treno.

Poi devo dire che è andata bene così perché siamo arrivate a Milano due ore prima di quanto avevamo programmato e la cosa non è dispiaciuta a nessuna delle due. E con il nostro viaggio in treno si è conclusa la nostra tre giorni sul lungo lago.

Non tutto è andato come pensavamo, avremmo forse avuto bisogno di informazioni più dettagliate, ma una cosa possiamo affermarla con certezza: il Lago Maggiore è proprio bello e siamo state contente di averlo percorso anche se solo per una parte.

Chissà, forse in futuro riusciremo a concludere il giro.

In tutto abbiamo percorso poco più di 23 Km.